La storia di Hunawé
L'avventura di un collettivo di Captains nato sulla scia del Club Chilowé: micro-avventure in natura, a misura d'uomo, il più vicino possibile al vivente.
Un'avventura nata dall'esterno, dal collettivo e dalla voglia di continuare
Hunawé è nato così. Non da un business plan stampato in dodici copie. Piuttosto lungo i sentieri, nei bivacchi, nelle partenze in treno, nei caffè troppo caldi su un marciapiede della stazione, nelle serate in rifugio e nei fine settimana all'aperto che lasciano ricordi ben dopo aver riposto gli scarponi.
All'origine c'è un gruppo di Captains del Club Chilowé. Donne e uomini che hanno guidato, accompagnato, portato zaini, acceso fuochi, raccontato territori, rassicurato sotto la pioggia, riso in salita, condiviso pasti semplici e visto nascere parecchie amicizie tra due tornanti. E poi, quando una pagina si è girata, è rimasta un'evidenza: c'era ancora qualcosa da scrivere insieme.
Una storia che inizia sul terreno
Non per rifare esattamente la stessa cosa, né per rimanere bloccati nella nostalgia. Ma perché certe avventure lasciano un'impronta duratura, e quando lo spirito è giusto, si ha voglia di aprirle un nuovo cammino. C'era questa convinzione: un'avventura intensa non dipende dal numero di chilometri, dall'altezza della vetta o dal timbro sul passaporto. Dipende dal modo in cui si abita un luogo, da ciò che ci si prende il tempo di guardare, da ciò che si accetta di rallentare.
"Non abbiamo bisogno di andare dall'altra parte del mondo per vivere qualcosa di forte. A volte basta un territorio che ha qualcosa da raccontare, una guida che lo conosce davvero, un piccolo gruppo curioso, e la voglia di essere pienamente presenti." Anche con i calzini bagnati.
Un collettivo di guide e di appassionati del vivente
Hunawé non è un marchio pensato lontano dal terreno, tra due riunioni e tre fogli di calcolo. È un collettivo di donne e uomini che vivono all'aperto, lavorano all'aperto, guidano all'aperto, dormono all'aperto, osservano all'aperto. Accompagnatori, guide, naturalisti, appassionati di montagna, foresta, costa, fiumi, neve, bivacco, arrampicata e trekking. I loro profili differiscono, così come i loro territori — ma tutti condividono lo stesso filo rosso: fare le cose con cuore, rigore e coerenza.
Un altro modo di viaggiare all'aperto
In Hunawé crediamo ai soggiorni a misura d'uomo, nella forza di un territorio ben raccontato, nella convivialità di un gruppo ridotto. Una visione del viaggio naturalistico più sobria, più sensibile e più radicata: piccoli gruppi, guide impegnate, territori scelti con cura, mobilità dolce e avventure a basso tenore di carbonio. Amiamo le partenze vicine che sorprendono davvero, i fine settimana dove si rallenta, i trekking che lasciano spazio al meteo e all'imprevisto, i bivacchi che riconnettono all'essenziale.
Perché il nome Hunawé?
Perché avevamo bisogno di un nome nostro, capace di portare questa nuova tappa. Hunawé racconta un legame tra l'umano, la natura e il cammino. Dice qualcosa del nostro modo di partire: non per accumulare destinazioni o foto di profilo in Gore-Tex, ma per incontrare, osservare, rallentare, condividere e tornare un po' diversi. Per noi, l'avventura non si consuma: si vive, si cammina, si pagaia, si scia, si naviga, a volte si bivacca un po' di traverso quando il terreno non è proprio piatto come previsto.
E adesso?
Oggi Hunawé continua a scrivere il seguito. Attraverso fine settimana in natura, bivacchi, trekking, trekking dolci, soggiorni in montagna, in foresta, sulle coste, a piedi, in kayak, a sci, in vela o sotto le stelle. Hunawé è nato da un forte eredità umana, in parte sulla scia del Club Chilowé, e dalla volontà di molti Captains di continuare il cammino insieme. Non con lo stesso nome, non esattamente nello stesso modo, ma con lo stesso amore per l'aperto — e alcune buone ragioni per rimettere gli scarponi.
Il seguito si scrive all'aperto. Avventure a misura d'uomo, guidate da coloro che conoscono davvero il terreno.